Vincenzo Lauro (Tropea, 23 marzo 1523 – Roma, 17 dicembre 1592) è stato un cardinale e vescovo cattolico italiano.

Nato da una famiglia di nobili origini studiò medicina all’Università di Napoli e poi a Padova, diventando anche dottore in teologia.

Stabilitosi a Roma divenne segretario del cardinale Pier Paolo Parisio e poi di Niccolò Gaddi; intraprese in questo periodo numerosi viaggi diplomatici al loro seguito.
Passò poi alle dipendenze del cardinale francese François de Tournon nel 1552 prima di rientrare in Italia come collaboratore di Ippolito d’Este e, in seguito, come medico di Emanuele Filiberto di Savoia a Torino.

Eletto vescovo di Mondovì da Papa Pio V nel gennaio 1566, fu  inviato come nunzio presso la regina di Scozia Maria Stuarda, e due anni dopo poi in Piemonte.

Nel 1573 e fino al 1578 fu presso il re di Polonia Stefano I Báthory e infine, dal 1580 al 1585, ancora in Piemonte presso Carlo Emanuele I di Savoia.

Fu membro della commissione pontificia della riforma del calendario.

Nel concistoro del 12 dicembre 1583 venne creato cardinale prete del titolo di Santa Maria in Via da papa Gregorio XIII e tra il settembre del 1590 e il gennaio del 1592 prese parte a quattro conclavi: non fu eletto Papa nel conclave del 1591 solo per il veto del Re di Spagna.

Vincenzo Lauro fu nunzio apostolico raffinatissimo con una chiara visione ecumenica.

Morì a Roma dove è sepolto nella chiesa di San Clemente.
Lasciò in eredità la sua biblioteca al Collegio Romano.