Raffaele Vallone, più noto come Raf Vallone (Tropea, 17 febbraio 1916 – Roma, 31 ottobre 2002), è stato un attore, giornalista, calciatore e partigiano italiano.

Raffaele (Raf) Vallone nacque a Tropea nel 1916; trasferitosi da bambino a Torino con la famiglia, si laureò in Filosofia e poi in Giurisprudenza avendo tra i docenti personalità del calibro di Leone Ginzburg e Luigi Einaudi.

La sua carriera sportiva si svolse tra il 1934 e il 1941 quando alternò gli studi universitari al gioco del calcio: Raf Vallone esordì in serie A nel 1934 con la maglia del Torino e sempre con quella maglia chiude la carriera agonistica nel 1941, se si esclude un breve parentesi al Novara, per dedicarsi all’attività giornalistica.

Nel 1941 Vallone era militare ad Alessandria e entrò reclutato dall’amico Vincenzo Ciaffi nella Resistenza.
La sua carriera di partigiano non durò molto e dopo pochi mesi dopo venne scoperto e arrestato: trasferito a Como, in attesa di essere definitivamente deportato in Germania, riuscì a in maniera avventurosa. Rientrato a Torino, continuò in clandestinità la sua attività di propaganda contro i nazifascisti nelle file azioniste, avvicinandosi ai partigiani delle Langhe. Con la fine della guerra Davide Lajolo, il partigiano Ulisse, che aveva conosciuto sulle colline, lo assunse come giornalista per la terza pagina de L’Unità.
Vallone fu redattore capo delle pagine culturali dell’Unità ma le sue posizioni di critica allo stalinismo gli impedirono di iscriversi al Partito Comunista; in seguito fu anche critico cinematografico per La Stampa.
Saranno proprio Vallone e Lajolo che faranno uscire a Torino l’edizione straordinaria de “L’Unità” con l’annuncio della vittoria sul nazifascismo.

Ma Raf Vallone è conosciuto soprattutto per il suo lavoro di attore cinematografico.

Il suo esordio risale al film Noi vivi del 1942 ma è con Riso amaro, film del 1949 di Giuseppe De Santis, Non c’è pace tra gli ulivi, sempre di De Santis, del 1950 e Il cammino della speranza di Pietro Germi, che l’attore tropeano si impose come uno fra gli attori più importanti del neorealismo.

Negli anni cinquanta fu interprete numerosi film, tra cui Il Cristo proibito di Curzio Malaparte (che lo definì “l’unico volto marxista del cinema italiano”), Anna e La spiaggia, entrambi di Alberto Lattuada, e Roma ore 11 di Giuseppe De Santis; interpreta anche Garibaldi in Camicie rosse, film del 1952 di Goffredo Alessandrini, e, in Francia, Teresa Raquin, film con Simone Signoret diretto da Marcel Carné nel 1953

La sua fortuna teatrale fu legata al dramma di Arthur Miller Uno sguardo dal ponte, portato in scena a Parigi nel 1958.

Presente anche in televisione (dal Mulino del Po, 1963, fino a Vino santo, 2000), alternò l’attività teatrale a quella cinematografica con lavori importanti come La ciociara o il padrino – Parte III. e diede l’addio alle scene nel 1995 a 79 anni.

Vallone è stato sposato per cinquant’anni con l’attrice Elena Varzi, che aveva conosciuta nel 1950 sul set de Il cammino della speranza; i due ebbero tre figli,  Eleonora e i gemelli Saverio e Arabella.
Alla fine degli anni cinquanta Vallone ebbe una relazione con l’attrice francese Brigitte Bardot.

Raf Vallone è stato insignito dell’onoreficenza di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana – nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana

Inoltre ha vinto un David di Donatello nel 1962 come miglior attore protagonista per Uno sguardo dal ponte
È sepolto nel cimitero di Tropea, insieme alla moglie Elena Varzi.