Pasquale Candela (Monteleone 1856, Palermo 1911) è stato un giurista e ricercatore.

Sostituto procuratore generale a Palermo, il Candela seppe coniugare la sua passione e il suo amore per gli studi giuridici con gli scritti storici ed umanistici. Fu un collaboratore apprezzato di molte riviste, tra le quali “La Calabria” del Bruzzano, presso la quale egli pubblicò e curò il testo di quaranta proverbi, tre fiabe di Roghudi, tre orazioni in greco bovese. Come il citato Bruzzano e il Capialbi egli fu un prodigioso ricercatore di materiali linguistici che seppe riscattare dalla loro inerzia immettendoli nel circuito della fruizione sociale e culturale. Il desiderio di conservare e tramandare  gli ultimi battiti di una civiltà che scompariva lentamente, lo spinse a raccogliere e pubblicare i materiali narrativi della Bovesìa.

Morì a Palermo dove svolgeva la sua professione nel 1911.