Paolo Serrao (Filadelfia, 11 aprile 1830 – Napoli, 17 marzo 1907) è stato un compositore e musicista italiano.

Paolo Serrao nacque a Filadelfia: fu iniziato alla musica dai genitori, musicisti anche loro,  e a soli otto anni eseguì un concerto per pianoforte e orchestra presso una serata pubblica organizzata da un parente suscitando interesse da parte del Re di Napoli che informato gli concesse  nel 1839, e a soli nove anni, accoglienza gratuita nel Real Collegio di Musica a Napoli, a oggi il Conservatorio di Napoli.

Nel 1840 con la nomina di Saverio Mercadante a Direttore del Real Collegio di Musica cominciò con lui un rapporto di lavoro e di stima reciproca che durò  trent’anni; nel 1852 Serrao fu designato a comporre, per il Teatro del Fondo, un’opera semiseria: L’impostore che, come la successiva Leonora dei Bardi, non fu rappresentata, per esplicito divieto della polizia, essendo stato segnalato l’autore per aver preso parte ad attività anti-borboniche durante i moti del ’48.

Finalmente, nel 1857, riuscì a far rappresentare la sua terza opera, G.B. Pergolesi che ebbe molto successo al pari dell’opera successiva, La Duchessa di Guisa, rappresentata nel 1868 presso il Teatro San Carlo. Oltre alle opere liriche Serrao fu autore di una ricca produzione cameristica, una Sinfonia funebre, e molta musica sacra (messe, oratori e musica organistica).
Nel frattempo nel 1860 gli fu affidata nel Conservatorio di Napoli prima la cattedra di armonia e successivamente quella di Contrappunto e Composizione, che occupò con prestigio fino agli ultimi giorni della sua vita.

L’attività didattica si dimostrò ben presto congeniale a lui e tra i sui alunni ricordiamo compositori illustri quali: Umberto Giordano, Francesco Cilea, Giuseppe Martucci, Ruggero Leoncavallo, Alessandro Longo, Camillo De Nardis, Leopoldo Mugnone, Attilio Brugnoli, Michele Esposito. La sua fama di didatta divenne presto nota in tutta Italia: Rossini gli offrì la direzione del Liceo Musicale di Bologna e Verdi lo volle con sé come collaboratore a un progetto di riforma musicale voluto dal Ministero della Cultura.

Insignito dal Re d’Italia dell’onorificenza di Cavaliere della Corona d’Italia, fu direttore del Conservatorio di Napoli fra il 1878 e il 1887.