Giuseppe Berto ( Mogliano Veneto 27 dicembre 1914  – Roma 1 Novembre 1978) è stato uno scrittore e uno sceneggiatore italiano
Terminati gli studi classi al liceo statale di Treviso, Giuseppe Berto si arruolò nell’esercito, partecipando a diverse campagne militari in Africa. Nel frattempo si era iscritto con poca convinzione alla facoltà di Lettere dell’università di Padova. Laureatosi in tempo per potersi arruolare all’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto, fu però scartato alla leva; ripiegò sulla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e fu inviato a combattere nuovamente in Africa dove fu fatto prigioniero dagli Alleati.
Internato in un campo di prigionia statunitense a Hereford, in Texas fece conoscenza con Gaetano Tumiati e Alberto Burri.
Al ritorno in Italia le bozze che aveva iniziato a scrivere durante la prigionia diventarono nel 1946  Il cielo è rosso.
Il romanzo, pubblicato da Longanesi che ne aveva intuito la forza, si rivelò un enorme successo anche all’estero al contrario delle opere successive; queste insoddisfazioni personali insieme alle frustrazioni per la professione di sceneggiatore e all’ostracismo di cui fu vittima per il suo passato di fascista fecero cadere Berto in una forte depressione che rese necessaria una terapia psicoanalitica con Nicola Perrotti.
Nel 1964 Giuseppe Berto diede alle stampe Il male oscuro, la sua opera più nota, probabilmente il suo capolavoro e di sicuro uno dei libri più importanti del ‘900 italiano.
In questo romanzo, iniziato su consiglio del suo analista, Berto affrontò molte tematiche strettamente autobiografiche, riguardanti in particolar modo il conflittuale rapporto con il padre.

 

Nel frattempo aveva acquistato un terreno a Capo Vaticano di Ricadi che bonificò e dove costruì una villa destinata a diventare il suo rifugio per gran parte dell’anno.
Proprio a Capo Vaticano compose una breve apologia, Intorno alla Calabria, dedicata agli amici.

Negli anni seguenti, Berto continuò la sua attività di sceneggiatore anche per la RAI, senza trascurare la letteratura: e tuttavia nessuna delle opere successive, tra cui citiamo La fantarca (1965), La cosa buffa (1966) e Anonimo veneziano (1971) che divenne anche un celebre film, ebbe la stessa incisività de Il male oscuro.
Giuseppe Berto morì di cancro, a Roma, il 1° novembre 1978; è sepolto a Ricadi nel cimitero di San Nicolò.

Alla sua memoria sono intitolati i licei di Mogliano Veneto e di Vibo Valentia.

Inoltre, per divulgarne l’opera, è stata costituita l’associazione “Amici di Giuseppe Berto” con sedi a Ricadi e Mogliano, comuni gemellati ormai da anni: tra le attività dell’associazione c’è  anche quella di scegliere il vincitore del Premio Giuseppe Berto che si svolge alternativamente ogni anno nei due comuni.