Enotrio Pugliese, meglio noto come Enotrio (Buenos Aires, 11 maggio 1920 – Pizzo, agosto 1989), è stato un pittore italiano.

Enotrio Pugliese nacque a Buenos Aires da una famiglia calabrese emigrata in Argentina all’inizio del secolo; il  padre fu per lungo tempo primo violoncellista al “Colón” di Buenos Aires ed è proprio con il mondo musicale che Enotrio ha i primi contatti artistici.

Enotrio  tornò nella sua San Costantino Calabro con la famiglia nel 1926, e lì rimase fino al 1939 quando, conseguita la maturità classica, si trasferì a Roma, dove visse la maggior parte della sua esistenza, per iscriversi alla facoltà di Chimica dell’Università.
Tuttavia ben presto i suoi veri interessi intellettuali si manifestano nel settore delle arti figurative.

La sua prima mostra risale al 1946, presso la Galleria “Del Cortile”, con una serie di disegni acquerellati sulle Fosse Ardeatine.
Dopo la seconda guerra mondiale Enotrio ha frequentato lo studio del pittore Domenico Purificato e in seguito ha preso parte alle più importanti rassegne e premi nazionali.

Enotrio è stato il pittore calabrese che più e meglio di ogni altro artista ha dipinto quelle terre, con una fedeltà e una adesione costante a quelle bellezze naturali ma anche alle miserie e alle ambizioni negate della sua Calabria, senza nostalgia o retorica ma con precisione e rigore.

Tra le tante mostre, in tutta Italia e nelle più importanti gallerie, ricordiamo l’antologica nella Sala Borromini, di piazza della Chiesa Nuova a Roma, 1995, col patrocinio delle Regioni Lazio e Calabria e dei comuni di Roma, Reggio Calabria e Vibo Valentia.
Partecipò, su invito, alle rassegne più qualificate (Quadriennale di Roma, Maggio di Bari, Premio Marzotto, Agosto Vibonese, Olimpiadi dell’arte) e sue opere si conservano nella sede del Parlamento Italiano, in Musei, Pinacoteche e collezioni importanti. 

 È morto a Pizzo Calabro nell’agosto del 1989. È sepolto nel cimitero di  Calabro, paese d’origine della sua famiglia, al quale ha donato la struttura della Casa del Popolo.

Disse di lui il poeta Franco Costabile: “Anche quando appare più appassionato per certi accadimenti di avanguardia Enotrio mantiene costante la sua disciplina e il suo riserbo per una chiara fedeltà alla Calabria, che è la sua profonda sorgente”.