Domenico Colao (Monteleone Calabro, 1881 – Roma, 14 dicembre 1943) è stato un pittore italiano.

Domenico Colao nacque a Monteleone Calabro e dopo gli studi liceali e due anni di giurisprudenza all’Università di Napoli, dove il padre Beniamino, presidente del tribunale di Monteleone, ex garibaldino, l’aveva spedito d’autorità, intraprese nel 1903 gli studi artistici all’Accademia di Firenze con Giovanni Fattori la cui influenza è visibile in tutta la sua opera.

Nel 1908 si recò a Parigi dove restò fino al 1911; qui ebbe modo di frequentare personaggi importanti come Gino Severini e Leonardo Dudreville e conobbe la
pittura più all’avanguardia del periodo, quella di Cezanne, Gaugin e Van Gogh. Dopo aver partecipato alla Prima guerra mondiale continuò la sua attività di pittore e dopo vari soggiorni a Milano, Roma e Firenze tornò a Monteleone concentrando il suo interesse sui paesaggi e la vita delle sue terre d’origine rivisitati secondo gli stilemi della scuola macchiaiola di matrice fattoriana.

Dal 1922 al 1927 fece parte del Gruppo artistico calabrese insieme a Umberto Diano, Alessandro Monteleone, Ezio Roscitano e Carmine Tripodi.
Tra i soggetti delle tele, dal 1922 al 1928, risulta prevalente l’elemento umano, la sua gente; in un secondo momento il paesaggio diventerà protagonista principale e assoluto dell’opera di Colao, emancipandosi dal ruolo di sfondo.
Tra le mostre di questo periodo ricordiamo: la Prima mostra del Novecento a Milano, nel 1926, e l’anno successivo quella all’Internazionale di Monza. Nel 1929 espose alla Seconda mostra del Novecento, ancora a Milano e alla prima mostra del sindacato laziale degli artisti al Palazzo delle Esposizioni, dove gli venne dedicata una parete. Nel 1930 fu la volta della Sindacale di Firenze e Colao fu presente alla biennale di Venezia, dove espose senza soluzione di continuità fino al 1942. Nel 1931 partecipò alla prima quadriennale
romana e all’Esposizione Internazionale di Pittsburg e nel 1932 e ‘34 alle mostre del sindacato laziale. Nel 1935 e nel 1938 fu ospite alle quadriennali di Roma e l’anno successivo ricevette il premio per la pittura
dall’Accademia d’Italia.
Alla quadriennale del 1939 Bottai acquisto il dipinto “Vecchio cavallo sulla spiaggia” per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e nel 1940 Corrado Alvaro scrisse la presentazione al catalogo della mostra alla
galleria Gian Ferrari di Milano.
Durante gli ultimi anni del fascismo, in seguito a una serie di disgrazie familiari e di problemi di salute ridusse drasticamente la sua attività. Nel 1943 espose alla quadriennale di Roma. Nello stesso anno si sottopose ad un’operazione chirurgica a Roma, dove viveva da tempo, senza superare l’intervento.

I lavori di Domenico Colao sono stati esposti in numerose mostre a Roma, a Milano, a Napoli, a Firenze e a Pittsburg, e in sei edizioni della Biennale di Venezia. Fu anche professore onorario dell’Istituto di Belle Arti di Firenze, Napoli e Perugia. Alcune delle sue opere si trovano nelle Gallerie d’Arte moderna di Roma e Firenze.
Domenico Colao non è stato solo pittore di paesaggi calabresi: nella sua produzione si ricordano numerosi ritratti di famiglia e ancora contadini, pescatori, oltre alle più classiche nature morte; la sua pittura, che spesso è stata relegata nel campo del bozzettismo calabrese, sapeva essere anche mondana e cittadina; e così le sue influenze che non furono solo e semplicemente quelle dei macchiaioli toscani ma seppero nutrirsi delle atmosfere dell’epoca.

Purtroppo, per varie vicissitudini, molte opere della sua ricchissima produzione sono andate perdute.