Carlo Alberto Diano (Monteleone Calabro, 16 febbraio 1902 – Padova, 12 dicembre 1974) è stato un grecista, filologo classico e filosofo italiano, storico e traduttore sia di classici greci sia di poeti svedesi e tedeschi.

Rimasto orfano di padre, un capostazione di Monteleone, all’età di 8 anni Carlo Diano studiò al Liceo Filangeri di Monteleone Calabro; la morte del padre e segnò profondamente la sua vita e indirizzò molte delle sue scelte future: Carlo era il primo di quattro tra fratelli e sorelle (altri due erano morti bambini) e sua madre  improvvisamente vedova e senza mezzi si trovò a fronteggiare fatiche e sacrificio nel crescere i figli.
Nel 1919 Carlo Diano si trasferì a Roma per iscriversi alla Facoltà di Lettere della Sapienza ove seguì le lezioni di Nicola Festa e Vittorio Rossi.
Inizialmente progettava di laurearsi con una tesi in Letteratura greca, ma la necessità di iniziare a lavorare lo spinse a scegliere una via più breve e nel novembre del 1923 si laureò con 110 e lode con una tesi su Giacomo Leopardi, un poeta che lo accompagnò nel corso di tutta la sua vita.

Iniziò subito  a insegnare letteratura latina e greca, dapprima come supplente e poi, dall’ottobre del 1924, come vincitore di concorso a cattedra.
Alla prima nomina a Monteleone seguirono un periodo di alcuni anni a Viterbo e una breve parentesi al Liceo Vittorio Emanuele II di Napoli. A Napoli frequentò la casa di Benedetto Croce, ma in seguito il giovane Carlo Diano si allontanerà decisamente dal gruppo dei crociani.
Dal novembre del 1931 si trasferì a Roma, insegnando prima al Liceo Torquato Tasso e in seguito al  Mamiani. Sempre a Roma, nel 1935, conseguì la libera docenza in lingua e letteratura greca.
Il suo rifiuto di iscriversi al Partito Fascista lo fece oggetto di inchieste ministeriali e pressioni.

Nel settembre del 1933, su incarico del Ministero degli Esteri, Carlo Diano fu lettore di lingua italiana presso le università di Lund, Copenaghen e Göteborg, incarichi che ricoprì fino al 1940. Gli anni in Svezia e Danimarca non furono solo utili per apprendere alla perfezione lo svedese e il danese, ma segnarono un profondo cambiamento. Il contatto con l’ambiente scandinavo gli spalancò la visione della grande cultura liberale nord europea e l’amicizia di poeti, letterati e studiosi scandinavi, tra cui lo storico delle religioni Martin Person Nilsson e lo scrittore ed esploratore Sven Hedin, dei quali tradusse alcune opere.

Al suo ritorno in Italia ricoprì un incarico presso la Soprintendenza bibliografica di Roma e dal gennaio del 1944 all’aprile del 1945 fu a Padova in qualità di Ispettore dell’istruzione classica presso il Ministero dell’Educazione Nazionale della Repubblica Sociale Italiana. Sfruttando questo ruolo e  all’insaputa di tutti, aiutò molte persone a mettersi in salvo dalla persecuzione fascista e nazista.
Dal dicembre del 1946 Carlo Diano ricoprì gli incarichi di Papirologia, Grammatica greca e latina, Storia della filosofia antica, Letteratura greca e Storia antica presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Bari.
Nel 1950 vinse il concorso alla cattedra di Letteratura greca e fu chiamato a Padova dove rimarrà ininterrottamente fino alla sua morte. Più volte Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, fondò e diresse il Centro per la tradizione aristotelica nel Veneto.


Grandi le sue traduzioni, per la ricerca filologica, la lettura rivoluzionaria e la bellezza dello stile.
Si è soprattutto occupato di Epicuro, di cui ha edito Epicuri Ethica (1946) e Lettere di Epicuro e dei suoi (1946). Tra le altre opere: Forma ed evento: principî per una interpretazione del mondo greco (1952; 2a ed. 1960); Linee per una fenomenologia dell’arte, 1956; Saggezza e poetiche degli antichi, 1968; Studi e saggi di filosofia antica, 1973; Scritti epicurei, 1974. Ha curato l’edizione critica dei frammenti di Eraclito (completata dopo la sua morte da G. Serra, 1980).

Insignito di numerose onorificenze (Valentia Aurea, Premio dei Lincei, Medaglia d’oro della Città di Padova ecc.) e membro di numerosissime accademie in Italia, in Europa e in USA, ebbe profonde e durature amicizie tra gli altri con Salvatore Quasimodo, Sergio Bettini, Mircea Eliade, Walter F. Otto, Ugo Spirito, Giulio Carlo Argan, Bernard Berenson.

 

Tra i suoi allievi più noti troviamo il filosofo ed ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari.

Per i suoi amplissimi studi e i suoi contributi originali su Epicuro è da tempo riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori e più autorevoli studiosi del filosofo di Samo nonché come uno dei maggiori filologi classici del’900

Nei suoi scritti teorici, principalmente in Forma ed Evento e in Linee per una fenomenologia dell’arte, Carlo Diano fonda un vero e proprio sistema filosofico in cui filologia, studi storici, filosofici, sociali si integrano a creare un nuovo metodo di indagine. Fondamentale, a tale scopo, è la creazione delle due categorie fenomenologiche di “forma” ed “evento”, che gli permettono non solo di esplorare l’intera civiltà greca, ma possono divenire strumento di analisi generale di una cultura.

Presso l’Università di Padova si conserva un suo busto in bronzo, e c’è una strada, sempre a Padova, che reca il suo nome.