Benedetto Musolino (Pizzo, 8 febbraio 1809 – Pizzo, 15 novembre 1885)  è stato un patriota e politico italiano.

Figlio di Domenico Musolino e Francesca Starace, Benedetto Musolino crebbe in una famiglia di idee liberali e tradizioni rivoluzionarie:  il padre e lo zio erano stati prima perseguitati e poi costretti all’esilio per aver partecipato alla Repubblica Partenopea.

Alla fine degli studi liceali compiuti a Monteleone Musolino si trasferì a Napoli dove proseguì gli studi in diritto, manifestando anche inclinazione per la filosofia e la politica. Lì ebbe modo di allacciare rapporti con Luigi Settembrini e con una schiera di intellettuali liberali, e per le sue idee subì un breve periodo di carcerazione. Trascinato dal carattere appassionato e romantico, partì alla volta della Palestina e visitò anche le isole orientali del mar Mediterraneo, prima di fissare la propria dimora a Costantinopoli, dove sostenne di esser stato consigliere presso la corte del Visir.

Nel 1832, al ritorno nel Regno delle Due Sicilie, si dedicò alla fondazione di un gruppo clandestino antiborbonico chiamato “I Figliuoli della Giovine Italia”; nonostante il nome che richiama Giuseppe Mazzini e il comune intento progressista e antitotalitario, le due organizzazioni si differenziarono nello spirito e nella struttura: “I Figliuoli della Giovine Italia” si configuravano infatti come una società clandestina con simboli e rituali tipici delle sette segrete. Secondo i rivoluzionari calabresi il rinnovamento della cospirazione meridionale doveva passare attraverso la formazione di una élite dotata di un profilo autonomo e indipendente. 

 Nella primavera del 1839 alcune delazioni portarono all’arresto di Musolino e Settembrini. Musolino fu incarcerato per tre anni e  in seguito confinato nel suo paese fino al 1848 quando fu eletto per il distretto elettorale di Monteleone deputato al Parlamento borbonico (dove rifiutò di prestare giuramento al monarca) in quell’anno chiuso d’autorità dal re restio a concedere la Costituzione.
A questo punto Musolino entrò nel governo provvisorio anti borbonico insediatosi a Cosenza come responsabile della guerra, e questa scelta politica costerà la devastazione del paese natale Pizzo, l’assassinio del padre, la messa a fuoco del suo palazzo, la morte della madre, di suo fratello Saverio e della cognata.
Insieme al nipote Giovanni, Musolino riuscì a fuggire prima a Corfù e poi a Roma dove partecipò ai moti della Repubblica Romana; ma in seguito alla sua caduta fu costretto a riparare in Francia con una condanna a morte sulla testa; qui  restò per anni, in condizioni economiche difficili, impartendo lezioni di italiano. In questo periodo elaborò una forma di Stato basato sulla lotta alle disuguaglianze, su un’equa redistribuzione del reddito e sul superamento di regimi di prepotenze e privilegi.
In seguito partecipò attivamente alla Spedizione dei Mille, unendosi in Sicilia all’esercito di Giuseppe Garibaldi. Con un drappello di soldati scelti tentò la conquista del forte di Reggio Calabria, ma il fallimento dell’operazione lo indusse a riparare sull’altopiano silano; continuò attivamente e con successo a farsi promotore dell’attività insurrezionale in Calabria, dando il proprio nome a una compagnia di volontari da lui organizzata. In Francia visse anni di stenti durante i quali elaborò una forma di Stato basato sulla lotta alle disuguaglianze, su un’equa redistribuzione del reddito e sul superamento di regimi di prepotenze e privilegi.

In seguito si unì Sicilia ai Mille di Giuseppe Garibaldi. Con un drappello di soldati scelti tentò la conquista del forte di Reggio Calabria, ma il fallimento dell’operazione lo indusse a riparare sull’altopiano silano; continuò attivamente e con successo a farsi promotore dell’attività insurrezionale in Calabria, dando il proprio nome a una compagnia di volontari da lui organizzata. 

A coronamento del suo attivismo giunse nel 1861 la nomina a membro del primo Parlamento italiano, carica che ricoprì per quasi vent’anni (successivamente passò al Senato) collocandosi fra le schiere della sinistra storica che faceva capo ad Agostino Depretis e a Francesco Crispi.

Tornò a Pizzo nel 1883 dove ammalato morì dopo il 15 novembre 1885.

Nel 1883, ammalato, si ritirò nel suo paese, Pizzo, dove visse gli ultimi anni e morì il 15 novembre 1885

Nel 1852 Musolino si era recato in Inghilterra per sottoporre al governo inglese un originale disegno, che venne pubblicato postumo e che si rivelò particolarmente preveggente: riportare gli ebrei in Palestina, fondare uno Stato nazionale ebraico e sistemare la carta politica dell’Oriente.