Il parco naturale regionale delle Serre è un’area naturale protetta della regione Calabria, istituita nel 2004. La perimetrazione del Parco Naturale Regionale delle Serre comprende un’area geografica estesa per oltre 17.700 ha e interessa il territorio di 26 Comuni ricadenti nella provincie di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria.
La provincia di Vibo Valentia è quella maggiormente rappresentata all’interno del Parco con oltre 10067 ha e 17 Comuni: Acquaro, Arena, Brognaturo, Fabrizia, Francavilla Angitola, Gerocarne, Maierato, Mongiana, Monterosso Calabro, Nardodipace, Pizzo, Pizzoni, Polia, Serra San Bruno, Simbario, Sorianello e Spadola.
La provincia di Reggio Calabria si estende invece all’interno del Parco per circa 5074 ha di territorio con i Comuni di Bivongi e Stilo.
La provincia di Catanzaro infine, contribuisce con un territorio di estensione pari a circa 2559 ha e interessa 7 Comuni: Badolato, Cardinale, Davoli, Guardavalle, San Sostene, Santa Caterina dello Ionio e Satriano.

Fauna

La specie più importante e rappresentativa delle foreste delle Serre è il Lupo (Canis lupus italicus), che è tornato a ricolonizzare questo territorio dopo alcuni decenni di assenza. Al secondo posto tra i mammiferi delle Serre, quanto a rarità e ad importanza, c’è l’ Istrice (Hystrix cristata).
Anche questa specie era data ufficialmente per inesistente sulle Serre ed in Aspromonte dalla zoologia ufficiale. Altro importante protagonista della fauna delle Serre è il Gatto selvatico (Felis silvestris). La Martora (Martes martes), è un instancabile predatore della stazza di un gatto domestico, simile alla più comune faina. Questi i quattro mammiferi più rari della fauna delle Serre. Veniamo ora a quelli più comuni e diffusi.
Innanzi tutto il Cinghiale (Sus scrofa), vero protagonista della vita selvatica dei boschi delle Serre.
Il Cinghiale predilige i boschi di querce, castagni, faggi, dove si ciba di anche di ghiande, castagne. Habitat forestali, ma alternati a zone aperte, preferisce invece il Tasso (Meles meles).
Non troppo comune, ormai, la Lepre autoctona dei nostri boschi. La Lepre è un animale schivo e timido e abita terreni misti, preferibilmente in pianura ove si nutre di erbe, scorze, rametti.
Comunissima è invece la Volpe (Vulpes vulpes) : vive praticamente dappertutto, scavando la sua tana nella terra e nutrendosi di tutto, senza disdegnare anche gli avanzi di cibo presenti nelle discariche.
Altro predatore di piccoli animali è la Faina (Martes foina), simile alla martora. Non disdegna come tane i solai dei vecchi edifici, si nutre di piccoli mammiferi e uccelli ma anche, soprattutto in autunno, di frutti e bacche. Ancor più piccola è la Donnola (Mustela nivalis), le sue ridotte dimensioni e la forma straordinariamente affusolata le consentono anche di inseguire i roditori nelle tane. Inconfondibile, per la sua livrea nera, è la Puzzola (Mustela putorius), di dimensioni analoghe a quelle della faina.
Abbiamo poi il Riccio (Erinaceus europaeus) diffuso un po’ dappertutto sulle Serre, d’inverno va generalmente in letargo in nidi ricavati tra i cespugli. Il Ghiro (Glis glis), la livrea grigia è il suo maggiore elemento distintivo. Predilige i boschi di latifoglie dove si nutre di frutti secchi e di semi. Inconfondibile per la sua pelliccia nera con una macchia bianca sul petto e sul ventre e per la lunga coda è lo Scoiattolo meridionale (Sciurus meridionalis), vero principe dei boschi di conifere ma anche delle faggete e dei castagneti, costruisce il suo nido nel tronco degli alberi. Il Quercino (Eliomys quercinus) è un altro piccolo roditore che si nutre di molte cose, tra cui insetti, lumache, uova e pulcini di uccelli : costruisce il suo nido nei muri, negli alberi o tra le rocce. Roditore dalle abitudini quasi interamente arboricole è infine il Moscardino (Muscardinus avellanarius). Naturalmente, sulle Serre vivono altri piccoli mammiferi come la Talpa (Talpa europea), il Toporagno nano (Sorex minutus), il Toporagno comune (Sorex araneus), il Toporagno acquatico (Neomys fodiens), la Crocidura minore (Crocidura suaveolens), il Mustiolo (Suncus etruscus) l’ Arvicola terrestre (Arvicola terrestris).
Per quanto riguarda l’avifauna e altri rapaci. Tra i boschi ama rifugiarsi e predare all’agguato l’Astore (Accipiter gentilis). Nidifica soprattutto sui grandi alberi di conifere e preda con abilità mammiferi ed uccelli. Abitudini ed aspetto simile ha lo sparviero (Accipiter nisus), che è però più piccolo e più diffuso dell’astore. Sulle guglie rocciose del gruppo del Mammicomito-valle della Precariti nidifica probabilmente il falco pellegrino (Falco peregrinus) noto per l’elevatissima velocità (circa 300 chilometri orari) di cui è capace in picchiata. Il nibbio reale (Milvus milvus) si distingue nettamente dagli altri rapaci per la coda biforcuta come quella delle rondini. Nella fascia orientale delle Serre nidifica anche il nibbio bruno (Milvus migrans), di dimensioni inferiori rispetto al nibbio reale.
Comunque è la poiana (Buteo buteo) facilmente avvistabile ovunque mentre rotea o plana pigolando mestamente alla ricerca di una preda. Altrettanto comune è il Gheppio (Falco tinnunculus) vive preferibilmente in ambienti aperti. Nidifica all’interno di grossi tronchi o su falesie di roccia.La fauna del parco delle serre: Strigiformi E ‘probabilmente presente sulle Serre, con pochissimi esemplari, anche il raro e grande Gufo reale (Bubo bubo), che può raggiungere anche i 70 cm di altezza. Tra gli altri rapaci presenti sulle Serre c’è il Gufo comune (Asio otus), l’Alocco (Strix aluco), il Barbagianni (Tito alba) la Civetta (Athene noctua) e l’Assiolo (Otus scops).
Una quantità di altri uccelli popolano naturalmente il Parco. A cominciare dalle svariate specie di uccelli acquatici che sostano attorno al Lago dell’Angitola, sulle pendici nord – occidentali del massiccio: folaga, gallinella d’acqua, moriglione, moretta tabaccata, germano reale, airone cenerino, garzetta, gazza, cuculo, merlo, merlo acquaiolo, cornacchia grigia, picchio rosso maggiore, picchio rosso minore, picchio muratore, pettirosso, usignolo, passera oltremontana, rampichino, codibugnolo, capinera, ghiandaia, piccione selvatico, beccaccia, torcicollo, cappellaccia, cardellino, passero solitario, strillozzo, fringuello, occhiocotto, cinciallegra ecc.
Tra i serpenti un posto di primo piano riveste certamente la Vipera comune (Vipera aspis hugyi), altri serpenti delle Serre sono il comunissimo Biacco (Hierophis viridiflavus) il Cervone (Elaphe quatuorlineata) , il più grande tra i rettili italiani (può raggiungere anche i 2 metri e 40 centimetri di lunghezza); l’altrettanto mansueta Biscia dal collare (Natrix natrix) esperta nuotatrice capace di espellere un liquido maleodorante se molestata; il Colubro (Coronella austriaca), il Colubro d’Esculapio (Elaphe longissima); la Biscia asserella (Natrix tassellata).

Tra gli anfibi è da segnalare in particolare l’appariscente Salamandra pezzata (Salamandra salamandra) la Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina terdigitata), l’Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata), caratterizzato da chiazze gialle sotto il ventre.
Le Testuggini sono rappresentate dalla Testuggine comune (Testudo hermanni).

Nei fiumi e nelle acque interne vive la trota mediterranea (Salmo trutta macrostigma). Grande il novero degli insetti, tra i quali meritano di essere segnalati la sontuosa rosalia alpina (Rosalia alpina), il grande cerambice delle querce (Cerambyx cerdo) e il curioso scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis).

Flora

Le specie vegetali predominanti sono: castagno (Castanea sativa), governato ad alto fusto nelle zone migliori ed a ceduo nelle altre, Pino laricio (Pinus nigra), Ontano comune (Alnus glutinosa), Ontano napoletano (Alnus cordata) in fustaie spontanee che ricoprono tutte le parti vallive, le zone più fresche e gli alvei fluviali, Faggio (Fagus sylvatica) e Abete bianco (Abies alba) specie di grande valenza naturalistica presente a gruppi e a boschi puri e misti più o meno estesi nelle zone più alte e fredde, Leccio (Quercius ilex), Pioppo bianco (Populus alba), Pioppo tremulo(Populus tremula), Tasso (Taxus baccata), Salice comune (Salix alba), Acero comune (Acer campestre) e Robina (Robina pseudoacacia) a livello sporadico nelle zone più basse.
La vegetazione arbustiva è ricca delle più tipiche essenze della macchia mediterranea: Ginestra, Erica, Corbezzolo, Mirto, Fillirea, Cisto, Lentisco, Agrifoglio, ecc.

Il soprassuolo naturale del territorio del Parco è anche interessante per le caratteristiche ecologiche e selvicolturali dell’abete bianco.
Questa conifera è nelle Serre una specie abbastanza uniforme dal punto di vista del corredo genetico; ciò la rende più stabile e resistente alle avversità ambientali, rispetto agli altri ecotipi radicati in Europa, infatti l’abete bianco è minacciato da una serie di manifestazioni patologiche che fanno temere per il futuro della specie (marciume radicale,moria degli abeti).Le cause sono dovute ad aspetti climatici, fattori genetici e inquinamento ambientale.

L’abete bianco delle Serre è incluso nel libro nazionale dei boschi da seme per le sue peculiari qualità genetiche. Il seme di questi boschi viene raccolto nei mesi di settembre e ottobre per essere utilizzato nei rimboschimenti in varie parti d’Europa.

Sentieri

Nell’ambito del progetto “Natura e Turismo” il Parco Naturale Regionale delle Serre si è dato come obiettivo, presentare e nel contempo valorizzare il suo territorio anche mediante una serie di itinerari che propongono una selezione eterogenea anche se parziale di aspetti, paesaggi, valenze di memoria storica e naturalistica:

1 – Sentiero Frassati.
2 – Sentiero Pecoraro-Lu Bellu.
3 – Sentiero Lacina-Lu Bellu.
4 – Sentiero Lacina-Ferdinandea.
5 – Sentiero Ferdinandea-Marmarico.
6 – Sentiero Faggio del Re-Speranza.
7 – Sentiero Faggio del Re-Passo Abate.
8 – Sentiero Anelli sull’Alaco.
9 – Sentiero Anello-Bellavista.
10 – Sentiero Archiforo.
11 – Sentiero Triare – Vivaio Ariola.

Aree di interesse

All’interno del PNR delle Serre, vengono individuate ben quattro aree di interesse Comunitario (SIC): Bosco Santa Maria, Lacina, Bosco Stilo – Archiforo e Lago Angitola. Tali aree, occupano il 37,08% della superficie totale del PNR delle Serre.
Il Bosco Santa Maria, avente codice sito IT 9340118, si estende a sud ovest del paese di Serra San Bruno, ha una superficie di 806 S(ha) ed occupa, rispetto all’area a Parco, il 4,03%. Esso è caratterizzato dall’habitat 9220 Appennine Beech forests with Abies alba dove la specie più importante è Canis lupus. Prende il nome dalla chiesa di S. Maria del bosco, che si erge al centro di giganteschi abeti bianchi, dove San Bruno, fondatore dell’ordine certosino, faceva penitenza e fu sepolto. Il bosco, negli anni ’50 è stato sottoposto ad una efficace opera di miglioramento e ricostituzione seguita da una oculata gestione tecnica ed amministrativa, che lo rendono oggi uno dei boschi meglio conservati delle Serre calabresi.

L’importanza che il SIC “Lacina” ha nel conteso regionale e nazionale è dovuto al fatto che è una delle poche zone umide montane meridionali, all’alta concentrazione di specie rare, relitte e a limite di distribuzione e alla elevata ricchezza di habitat che esso contiene. La Pianura della Lacina, avente codice sito IT 9340120, invece, ha una superficie di 326 S(ha) ed occupa rispetto alla superficie totale del Parco il 1,75%. Essa comprende l’habitat 9220 Appennine Beech forests with Abies alba 9210 , Appennine Beech forests with Taxus and Ilex. La Lacina, fa parte del comprensorio montano delle Serre Calabre e si trova ad un’altitudine tra 970 – 1028 m. Dal punto di vista Idrologico nasce dal bacino del torrente Alaco. Ciò che la rende importante al livello comunitario è la presenza di fitocenosi igrofile rare, ricche di specie ad areale relitto, rare o endemiche. Al suo interno si trova l’unica popolazione calabrese di Menyanthes trifoliata che si trova al limite meridionale del suo areale. Per quanto riguarda la flora, in questa vasta pianura sono presenti più di 300 specie, di cui circa il 26 % è rappresentato da specie rare. Numerose specie sono di interesse fitogeografico. I principali habitat sono rappresentati dalle: faggete, alnete arbusteti xerofili. Più esternamente all’area troviamo anche delle Pinete ed incolti. Vivono inoltre popolazioni di alcune specie rare come Carex rostrata, Carex sp.pl.,. I progetti di recupero paesaggistico e ambientale hanno riguardato una serie di trapianti, la conservazione del germoplasma ex situ e piante in orto e giardino botanico con le principali essenze vegetali.

Il bosco Stilo-Archiforo, avente codice sito IT9350121, infine, è situato nel territorio del Comune di Serra San Bruno, ha una superficie di 4704 S(ha) ed occupa rispetto alla superficie totale del Parco il 26,50%. Esso è caratterizzato dall’habitat 7110 Active raised bogs, dove le specie più importanti sono Lereschia, thomasii Rhinolophus hipposideros, Canis lupus Amphibians Birds, Epomis. Esso,rappresenta una delle più significative testimonianze dell’originario paesaggio boscato delle Serre. E’ un raro esempio di formazione praticamente pura a disseminazione naturale di antichissime origini digradante lungo le pendici occidentali del monte Pietra del Caricatore il bosco è dominato dall’abete bianco che è presente con esemplari colossali, nella parte superiore, in prossimità della vetta, si associa al faggio. Altra caratteristica peculiare è la presenza del gatto selvatico e di numerosi branchi di cinghiali.