Il museo parrocchiale di Parghelia è una struttura culturale legata al culto della Madonna di Portosalvo, al mare e alla marineria.

Inaugurato nell’agosto del 2006, con la collaborazione dell’Amministrazione comunale, il museo è stato riaperto nel dicembre 2016 ed espone oggetti sacri, specie diversi parati (in particolare il Parato in terzo ottocentesco, usato durante la festa della Madonna fino agli anni trenta del secolo scorso), argenteria antica e paramenti liturgici e tessuti del 600 , alcuni confezionati appositamente, e altri realizzati utilizzando stoffe di vestiti che le donne ricche non usandoli piu donavano alla chiesa per farne parati.

Accanto a questi, vi è poi la collezione di ex voto per scampati naufragi che è unica nel suo genere. Interessantissima poi, anche la piccola sezione del museo dedicata alle coperte di cotone, che non solo venivano esportate ma costituivano una componente delle doti delle fanciulle di Parghelia, che, fonti di metà Ottocento, indicano come il territorio di dove si produceva la maggior quantità di cotone.

È inoltre intenzione della direzione del museo allestire anche una sezione dedicata agli oggetti che i marinai portavano a Parghelia dai loro viaggi in giro per il mondo, e un’altra sezione relativa alle foto della processione della Madonna di Portosalvo, dal secolo scorso fino ai giorni nostri.

“Il museo- ha dichiarato lo studioso Francesco Campennì che è stato uno dei curatori della struttura culturale in questione – restituisce una spia di quella che era l’identità della comunità di Parghelia nel Settecento e nell’Ottocento che è quella di un paese di marinai, ma marinai per ragioni di commercio, quindi “negozianti”, termine che si usava ancora nell’Ottocento”.

Il museo mostra tutte quelle che erano le committenze artistiche di alto pregio che vennero commissionate da questi negozianti di Parghelia e testimoniano inoltre l’ampio raggio delle rotte commerciali dei marinai del piccolo centro costiero vibonese. Negli ex-voto si legge di località che descrivono rotte atlantiche: l’Africa atlantica, l’Europa atlantica, l’America meridionale, le Antille e il mare del Nord. Si tratta di commerci su lunghe distanze che vedevano i negozianti di Parghelia esportare prodotti locali e importare generi coloniali, attraverso i porti francesi, in primo luogo Marsiglia. Tra le storie raccontate dagli oggetti figurano quelle che riconducono ai nomi di Ottaviani e Mazzitelli, due famiglie che avevano la loro casa commerciale a Messina e una filiale stabile a Marsiglia.