scritto da: ANTONIO PARISI Presidente onorario Pro-Loco Monterosso

Il Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana della Calabria viene fondato nel 1983, su iniziativa della Pro Loco Monterosso che, in ossequio ed adempimento dei propri fini statutari, aveva promosso, a partire dal 1978, un’intensa attività di recupero ed acquisizione di strumenti, attrezzi, prodotti e testimonianze legate alla vita agricola ed artigiana di un’area significativa della Calabria.

Con l’apertura al pubblico e la sua concreta fruizione, la struttura museale di Monterosso acquisisce il fondamentale ruolo di “strumento” attraverso il quale la Comunità riesce a recuperare le proprie radici e la propria identità, ponendole in un dinamico processo di critico confronto con l’attualità.

Il Museo, in altri termini, riesce a porsi come trait d’union, come “anello di congiunzione tra la cultura dei nostri avi e quella delle generazioni giovani”: la prima, “fatta di sacrificio, d’intuito necessario per la sopravvivenza, di creatività e spontaneità, di credenze, che a volte sconfinano nel mitico, nel fantastico, nel surreale”, valori, questi, aggiungiamo noi, che continuamente si realizzano nelle rappresentazioni e nelle manifestazioni umane di tutte le età, anche se con gradienti diversi; la seconda, pur se “imbevuta di civiltà tecnologica ”, non sempre collimante con i predetti valori, deve – a nostro giudizio – mirare a raggiungere e conseguire una naturale osmosi con la prima.

Oltre a questa sua specifica e primaria vocazione, il Museo riesce ad esprimere qualificate e tangibili valenze culturali e turistiche.
Sul piano culturale, in particolare, il Museo è riuscito ben presto ad assurgere ad una posizione di centralità, affermandosi con prorompenza quale essenziale punto di riferimento per il recupero, lo studio e la valorizzazione della “cultura materiale” calabrese. Sul piano turistico, la struttura museale si è subito rivelata un eccezionale strumento propulsivo, determinando nel campo nuovi, crescenti e variegati flussi e favorendo il sorgere di nuove iniziative economiche a vocazione turistica, creando – in sintesi – tutte le necessarie condizioni perché la Comunità possa acquisire, per come sta in effetti acquisendo, una vera e propria coscienza civica finalizzata allo sviluppo ed alla crescita del turismo quale fattore trainante dell’economia locale.
Ne sono valide testimonianze: la funzione di vero e proprio strumento didattico acquisita dal Museo, con frequenti e significativi collegamenti con il mondo scolastico e con quello accademico; la continua ed intensa attività di interscambio con omologhe realtà culturali, regionali ed extraregionali; le intense ricerche storiche, condotte nell’ambito dell’attività museale, grazie alle quali è spesso possibile dare concreti contributi alla “ricostruzione” della storia sociale, economica, religiosa e culturale del territorio; l’inserimento del Museo nei circuiti turistici internazionali (assidua la presenza della National Geographic Society); infine, l’importante e qualificante riconoscimento ottenuto in campo europeo con la Menzione Speciale conseguita nell’ambito del Concorso Internazionale “EUROPEAN MUSEUM OF THE YEAR AWARD”, organizzato dalla Fondazione Arthur Andersen & Co. sotto gli Auspici del Consiglio d’Europa.
L’affermazione ha consentito l’inserimento del Museo nei più importanti circuiti museali a livello internazionale come dimostra l’adesione all’EMYA.