Durante la dominazione bizantina s’insediarono in Calabria i monaci greci, che dall’originaria esperienza eremitica passarono alla vita comune nei monasteri.  Ogni singolo monastero era autonomo, governato secondo le regole ricevute dal fondatore. Dopo il 1446, anno in cui fu tenuto a Roma, sotto l’egida del cardinale Bessarione, il capitolo generale, si costituì l’Ordine Basiliano d’Italia che adottò come norme comuni un epitome della regola di San Basilio Magno detto Florilegio Ascetico (Russo F. 1982). L’antichità delle fondazioni, la diffusione degli insediamenti e l’esclusione di alcune sedi dalle visite apostoliche, effettuate tra il XV e il XVIII secolo, non consentono di precisare il numero dei monasteri effettivamente esistiti (Russo F. 1962; Placanica A. 1988).

Per quanto riguarda il territorio dell’attuale provincia di Vibo Valentia s’hanno notizie dei seguenti insediamenti basiliani (Vecchio F. 1992; Givigliano G.P. 2001; D’Andrea M. 2006):

  • Arena – S. Lorenzo
  • Briatico – S. Pancrazio 
  • Capistrano – S. Maria
  • Ciano – S. Pietro Spina
  • Joppolo – S. Sozonte e S. Maria 
  • Mantineo – S. Maria
  • Mesiano –  S. Basilio Magno
  • Moladi / Rombiolo – S. Maria 
  • Monteleone –  S. Maria
  • Motta Filocastro – SS. Cosmo e Damiano 
  • Nicotera – S. Teodoro
  • Panaghia – S. Costantino
  • Pizzo – S. Pancrazio, soppresso nel 1652
  • Pizzoni – S. Maria de Trinsoni
  • San Calogero – S. Opolo, nel XII secolo divenne grangia di S. Maria Monialium di Messina.
  • Sant’Onofrio – S. Onofrio del Cao, soppresso nel 1808
  • Soriano – S. Maria degli Angeli, soppresso nel 1652
  • Tropea – S. Angelo 
  • Vena – S. Maria 

L’introduzione della Commenda, l’usurpazione operata dai feudatari e dal clero latino provocarono il graduale depauperamento patrimoniale e religioso dei singoli insediamenti. Conseguentemente alcuni si estinsero, altri furono soppressi nel 1652, e altri ancora si trascinarono con difficoltà fino al terremoto del 1783 e la successiva abolizione.