L’affruntata (“incontro” in calabrese) è una rappresentazione religiosa che si tiene nei comuni delle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e nella parte meridionale della provincia di Catanzaro, dove è conosciuta anche con il nome di cunfrunta, nel periodo di Pasqua. È di carattere prettamente popolare, con origini pagane.

La manifestazione si svolge per le strade e nelle piazze dei comuni, dove tre statue raffiguranti Maria Addolorata, Gesù e San Giovanni vengono trasportate a spalla, da quattro portatori per statua, per simboleggiare l’incontro dopo la resurrezione di Cristo. Essa viene preparata e provata a lungo in precedenza.

L’affruntata è inscenata anche in altri comuni d’Italia e all’estero, ad esempio a Toronto in Canada, dove le comunità di emigrati hanno deciso di mantenere le tradizioni dei paesi d’origine.

La statua di San Giovanni Evangelista fa la spola tra le altre due per 3 o 5 volte (il numero dei passaggi varia da paese a paese) avanti e indietro, con passo sempre più veloce, come messaggero della resurrezione di Cristo. Dopo questo, le statue della Madonna Addolorata e di San Giovanni corrono insieme verso la statua di Gesù risorto. All’incontro il velo nero del lutto viene tolto dalla statua di Maria (la cosiddetta “sbilazioni”, “sbilata” o “sbilamentu”), lasciando visibile un vestito di festa, spesso azzurro o bianco.

L’affruntata a Dasà

Situazione diversa è quella di Dasà, comune dell’entroterra vibonese, dove, la secolare ‘ncrinata (la cui prima fonte scritta pervenutaci risale al 1711) si svolge il martedì dopo Pasqua. La singolarità della manifestazione dasaese sta nella grande devozione verso la Madonna della Consolazione che ne diventa la vera protagonista. San Giovanni, dopo essersi recato una sola volta dalla Vergine, corre assieme a Lei verso il Cristo risorto, seguiti da un fiume di fedeli pronti a risorgere con Maria.

Una cattiva riuscita della funzione è secondo la tradizione presagio di sventura per la comunità. Le cronache raccontano che a Vibo Valentia nel 1940 la “sbilazioni” non avvenne in modo perfetto e in quell’anno l’Italia entrò in guerra.

L’affrontata di Stefanaconi

L’affrontata di Stefanaconi tra le più antiche (si hanno prove nella seconda metà del ‘700) per la sua antichità e per la sue caratteristiche (come la qualità artistica delle statue) è inserita nella sfera delle più suggestive della provincia di Vibo Valentia (insieme a quella di Vibo, Dasà, Soriano e Sant’Onofrio). Essa si svolge nella piazza centrale del paese la mattina di Pasqua. Secondo la tradizione San Giovanni vedendo il risorto corre dalla Madonna per riferire la sua testimonianza, lei incredula ma allo stesso tempo dubbiosa fa ritornare il discepolo dal suo maestro con l’intento di cercare delle prove effettive della sua resurrezione, succederà questo per tre volte al terzo “giro” la vergine addolorata non vedendo più tornare San Giovanni corre da lui ma nel centro della piazza gli viene incontro il Cristo risorto, in quel momento la Madonna abbandona il velo del lutto (”sbilamentu” in calabrese) e sfoggia il suo bianco vestito candido e il suo mantello azzurro.

L’affruntata a Pizzo Calabro

Quella di Pizzo Calabro, comune in provincia di Vibo, è un’affruntata di Passione. Nel pomeriggio del venerdì santo, la statua della Madonna Addolorata esce dalla chiesa matrice di San Giorgio per poi raggiungere la piazza principale dove si incontra con San Giovanni che le annuncia la morte di Gesù, e insieme salgono fino al Calvario, alla chiesa di San Sebastiano. L’affruntata di Resurrezione la svolge invece la parrocchia di Pizzo Marina, e viene fatta allo stesso modo di tutte le altre affruntate, ovvero con San Giovanni e la Madonna che corrono incontro al Risorto.

In ogni località l’affrontata si svolge in modo diverso, in molti comuni, ad esempio, avviene il cosiddetto incanto con la medesima modalità.

Incanto

Per decidere chi porterà la determinata statua si svolge un’asta, detta “incanto”, che si svolge nei giorni precedenti la festa o durante lo svolgimento della stessa, come avveniva ad esempio a Dasà o come avveniva una volta a Pazzano nella festa del Santo Salvatore. Tuttavia in molti centri (come ad esempio Vibo Valentia) la scelta viene effettuata di anno in anno secondo criteri di robustezza o secondo privilegi ereditati dalle singole famiglie.

Affruntata a Vibo Valentia