Il territorio comunale di Vibo Valentia è ricco di monumenti e storia. Partendo dai castelli, passando fra antichi templi e mura, gode di molteplici esempi di una storia millenaria che ancora va raccontata.

 

ARCHITETTURE MILITARI

Castello Normanno-Svevo
Il castello sorge dov’era ubicata probabilmente l’Acropoli di Hipponion che in parte si estendeva pure sulla collina vicina. Nonostante la prima fase di costruzione della struttura venga volgarmente attribuita all’età Normanna, in realtà, essa risale al periodo Svevo quando Matteo Marcofaba governatore della Calabria venne incaricato da Federico II di ripopolare e favorire lo sviluppo della città. il castello venne ampliato da Carlo d’Angiò nel 1289 quando assunse più o meno un aspetto simile a quell’odierno. Fu rafforzato dagli Aragonesi nel XV secolo e infine rimaneggiato dai Pignatelli tra il XVI-XVII secolo, perdendo quasi del tutto la funzione militare e assumendo invece quella di abitazione nobiliare. Il secondo piano fu demolito di proposito, in quanto pericolante, a causa dei danni riportati dopo il terremoto del 1783. Il castello presenta oggi delle torri cilindriche, una torre speronata e una porta a un’arcata di epoca angioina. È oggi sede del Museo archeologico statale.

Delle ultime due fasi rimangono, almeno in pianta 8 torri circolari. Qualcuna di esse si è conservata oltre le fondamenta, in particolare una che raggiunge circa i 4 metri di altezza. Queste torri dovevano essere alte in origine circa 10 metri

Nel centro storico, detto Borgo Nuovo è possibile vedere le antiche porte della città:

Porta della Piazza oggi Arco di Marzano, a sesto acuto. Sull’interdosso della porta sono murate iscrizioni marmoree e la testa di una statua, risalenti all’età imperiale.

Porta e torre del conte d’Apice, ubicata nella parte meridionale del centro storico, comprende anche una torre circolare della quale restano poche traccie. La denominazione è dovuta ad Ermingano di Sabrano, Conte d’Apice, governatore e castellano di Monteleone nel 1302, che operò il consolidamento delle strutture difensive della città nel secolo XIV.

Nel quartiere Terravecchia conserva l’impianto urbano originario, ed è caratterizzato da portali seicenteschi in pietra tufacea a bugne e a cuscino, con la chiave decorata da maschere apotropaiche, figure antropomorfe inserite in una conchiglia, e festoni di frutta.

Mura di Hipponion
In località “Trappeto Vecchio” a pochi passi dal cimitero, si trovano i resti di una parte del tracciato delle mura di Hipponion di circa 400 m. Queste erano lunghe in origine circa 7,5 km. Il tratto visitabile è stato messo in luce dall’archeologo Paolo Orsi fra il 1916 e il 1921. Sono state riconosciute 6 fasi costruttive di cui, a parte la prima del VI secolo a.C., tutte le altre sono costruite con blocchi ciclopici squadrati di arenaria e calcarenite. Delle ultime due fasi rimangono, almeno in pianta 8 torri circolari. Qualcuna di esse si è conservata oltre le fondamenta, in particolare una che raggiunge circa i 4 metri di altezza. Queste torri dovevano essere alte in origine circa 10 metri[7].

Castello di Bivona
Il castello di Bivona venne fatto edificare nella prima metà del Quattrocento da Mariano d’Alagno fratello di Ugone e di Lucrezia, governatore di Monteleone, a difesa del porto. Il castello ha una pianta più o meno rettangolare con quattro torri circolari agli angoli. Venne abbandonato alla fine del Seicento per la formazione di paludi nelle vicinanze. Da allora il castello è rimasto in totale stato di abbandono; da poco è iniziato il restauro che lo renderà nuovamente agibile.

MONUMENTI

Nel tessuto urbano della città, per ricordare le principali figure di cittadini, sono il Monumento bronzeo a Michele Morelli, eroe risorgimentale protagonista dei moti del 1820-21 giustiziato a Nola unitamente a Giuseppe Silvati, eretto nel 1992 in piazza Buccarelli opera di Maurizio Carnevale.

Il Monumento dedicato a Luigi Razza, tragicamente scomparso nel 1935 in un incedente aereo nei pressi del Cairo mentre si recava in Eritrea, è costituito da una stele marmorea con la vittoria alata e la statua a tutta figura in bronzo del ministero dei Lavori Pubblici del governo di Benito Mussolini, è opera di Longo.