Incastonato nella lussureggiante natura del Monte Poro, il comune di Zungri rappresenta uno dei centri agricoli tipici della provincia di Vibo Valentia, situato in una felice posizione geografica, a pochi Km di distanza dalle vicine località turistiche della Costa degli Dei.

Nel panorama dei rarissimi villaggi rupestri individuati lungo il versante tirrenico calabrese, l’esempio più pregevole si trova proprio a Zungri ed è costituito dal villaggio rupestre degli “Sbariati” (o altrimenti noto come Grotte degli Sbariati), localizzato in località “Fossi”. Questo sito, è un vero e proprio ambiente antropizzato in cui ogni elemento è stato pensato e realizzato in maniera funzionale rispetto alla vita della comunità. La Calabria del resto, è tuttora costellata di grotte utilizzate come grange, romitori, cenobi, che testimoniano un particolare modello di vita sociale che ebbe come protagonisti i monaci “Basiliani”.

Il villaggio rupestre datato dagli studiosi fra il XII – XIV secolo (studi effettuati nel 1985 Università di Salerno – prof. M. Iannelli, P. Arthur e P. Perduto) è costituito da circa 100 case-grotta scavate nella roccia con ambienti monocellulari e bicellulari, alcuni anche a più piani, si articola su un costone esposto a sud-est ed occupa una superficie di circa 3000 mq. Recentemente un nuovo ed approfondito studio, effettuato dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali, della società Speleologica Italiana, con sede presso il Museo di Storia Naturale e Orto Botanico – Università della Calabria – nel programma del campo Speleologico Poro 2007, ha consentito di ipotizzare che la nascita dell’Insediamento Rupestre degli “Sbariati” di Zungri è avvenuta tra il IX e il X sec. D.C. Chiaramente leggibile è l’impianto urbano dell’insediamento e la rete viaria che si articola con percorsi-scalinate che da monte a valle conducono alle varie cellule abitative ipogee.

L’insediamento conta circa 100 grotte e copre una superficie di circa 3000 mq, articolata su più livelli dell’ampio costone roccioso. Esso si affaccia sulla profonda valle scavata dal torrente Malopera, le cui sponde sono fiancheggiate da terreni coltivabili, ancora oggi accessibili, presso i quali gli abitanti delle grotte usavano esercitare le attività agricole e molitorie. L’abitato è attraversato da una scalinata scavata nella roccia che conduce ai diversi ambienti rupestri. Gli spazi interni delle grotte hanno dimensioni variabili, con un uso privilegiato della pianta rettangolare, rispetto a quella ovoidale. Gli ambienti sono sia monocellulari che costituiti da più vani, dislocati su uno o su due livelli. Ai piani più alti si poteva accedere per mezzo di scale, realizzate in legno o scavate nella pietra.
Gli interni delle grotte consentono di poter immaginare la distribuzione dello spazio e lo stile di vita dei rupestri. Lungo le pareti di alcune cavità, infatti, sono visibili nicchie o incassi scavati nel banco roccioso, presso cui, probabilmente, erano sistemati giacigli, mensole o dispense. Si tratta di elementi molto utili che aiutano a comprendere meglio lo sfruttamento funzionale degli spazi e le abitudini del vivere in grotta. La regolarità delle superfici verticali delle facciate sono interrotte dalle aperture delle porte e delle finestre che regalano scenografiche alternanze di pieni e di vuoti.

Gli ingressi delle cavità sono stati ricavati scavando aperture quadrangolari o ad arco e, in alcuni casi, l’estro dell’uomo ha dato vita a vere e proprie decorazioni ricavate scolpendo nella pietra motivi incisi ad imitazione di portali di pietra, ben rifiniti negli stipiti e nei fori destinati all’alloggiamento di elementi di metallo o di legno. Nell’insediamento rupestre di Zungri la comunità che lo ha abitato ha differenziato gli spazi, separando gli ambienti abitativi dalle aree destinate alle attività produttive ed agropastorali, come nel caso del piccolo palmento, posto all’inizio dell’abitato, oppure della “calcara” quasi interamente ricavata nella roccia, utilizzata come opificio per la produzione di calce. Un ulteriore aspetto, di fondamentale importanza per la vita quotidiana dell’insediamento, è costituito dal complesso sistema di sfruttamento delle risorse idriche. Il territorio di Zungri è sempre stato ricco di sorgenti e di vene d’acqua dolce ed i rupestri hanno sapientemente sfruttato questo elemento naturale creando utili collegamenti fra vasche, pozzetti e canalette, realizzati all’interno o all’esterno delle grotte con l’escavazione del banco roccioso.

Il Museo degli Sbariati

Annesso all’Insediamento Rupestre è il Museo della Civiltà Rupestre e Contadina presso cui sono custoditi circa mille reperti, testimonianza di un mondo rurale purtroppo oggi ormai quasi scomparso. Esso non è una semplice raccolta di oggetti ma la rivisitazione di una cultura nel rispetto e nell’esaltazione delle radici umane, storiche e sociali di Zungri. E’ la testimonianza di un mondo contadino scandito dalle varie fasi del lavoro giornaliero e che inequivocabilmente intreccia la vita dei campi con la vita domestica, con i mestieri artigiani e la vita religiosa.

L’Insediamento Rupestre ed il Museo, recentemente, sono stati interessati da un intervento di valorizzazione che ha reso pienamente fruibile la vasta area con percorsi pedonali, punti panoramici, aree picnic, illuminazione notturna ed una dotazione tecnologica molto avanzata che offre un’esperienza di visita unica ed irripetibile. Infatti nel Museo, dove è sistemata anche la biglietteria per l’accesso al sito, è possibile consultare un tavolo touch screen che riassume le peculiarità dell’area archeologica sottostante mentre un totem multimediale garantisce la fruibilità dei contenuti del sito web riguardanti il Museo (incluso il catalogo dei reperti) e l’insediamento Rupestre.

Tale dispositivo sarà molto utile ai visitatori con ridotte capacità motorie. Inoltre, attraverso tablet, i visitatori potranno godere delle nuove applicazioni di realtà aumentata, che regaleranno un “racconto animato”, tra il reale e il virtuale ed attraverso smarphon potrà essere scaricata l’App “Zungri”, una sorta di guida virtuale per il visitatore. Lungo il sentiero che si snoda nell’area rupestre sono presenti inoltre numerosi pannelli descrittivi sulla storia del luogo.

Le grotte degli Sbariati