Architettura - Le Chiese

NICOTERA

Concattedrale Maria SS Assunta

Edificata da Roberto il Guiscardo, nel 1065, in stile tipicamente normanno, con la prospettiva rivolta verso il Castello ed intitolata alla Madonna di Romania.

Demolita completamente dal vescovo Ottaviano Capece (1582-1616), su progetto dello stesso prelato, venne riedificata con la prospettiva rivolta verso il mare, sempre ad un’unica navata, utilizzando materiale di età normanno-svevo-angioina. 

Subì l’incursione dei Turchi del 19 Giugno 1638 che, penetrati al suo interno, esplosero contro il Crocifisso ben sette colpi di moschetto, oggi ancora visibili. Fu restaurata nel 1701 da Mons. Mansi, che fece costruire la cappella del Santissimo e l’ampliò con l’aggiunta di altre due navate. Gravemente danneggiata dal terremoto del 1783, venne ricostruita in stile barocco, su progetto di E. Sintes, allievo del Vanvitelli, divisa in tre navate, con pianta a croce latina con transetto, profonda abside e con soffitto a volte. 

Al suo interno è possibile ammiare la Statua raffigurante la Madonna delle Grazie di Antonello Gagini, eseguita nel 1499, il Bassorilievo in marmo dell’XI° sec. raffigurante l’investitura del primo vescovo di Nicotera, un Pulpito in marmo bianco di fine ‘800, la Statua lignea dell’Assunta, protettrice di Nicotera, scolpita nel 1764, dallo scultore napoletano D. Muollo, l’Altare maggiore in marmi policromi realizzato a Messina intorno al 1767 sotto l’episcopato di F. Franco, il Crocifisso ligneo del 1590 opera di Laudano di Napoli, l’Urna con il corpo  di San Clemente martire e una Sedia episcopale del XV° Sec.

 

Chiesa di San Francesco di Paola

Testimonianza della presenza paolana a Nicotera che inizia nel 1593, sotto l’episcopato di Mons. Capace, la Chiesa di San Francesco di Paola, con l’attiguo Convento, fu costruita grazie al lascito del Canonico Abate Antonino Rocca. 

Distrutta dal terremoto del 1783, in seguito rimase abbandonata in virtù delle leggi napoleoniche che abolirono gli Ordini religiosi. La Chiesa e il Convento, vennero poi ricostruite, rispettivamente nel 1913 e nel 1950, con stile difforme dall’originale, per opera del benemerito cittadino nicoterese Francesco Scardamaglia e affidate alle cure dei Padri Cappuccini che vi dimorarono fino agli ultimi decenni del XX secolo. 

La chiesa ha la facciata con un portico di ingresso a tre archi con loggetta balaustrata sovrastante e presenta al suo interno, un unica navata con una profonda abside, cornici di gesso che formano finti riquadri con piccoli rosoni e il soffitto con volta a botte.  

Al suo esterno è possibile ammirare uno splendido Portale in pietra granitica locale del XVI° secolo mentre al suo interno è d’obbligo soffermare lo sguardo sulle Arcate a tutto sesto (lato sacrestia) formate da blocchi di pietra granitica locale del XVI° secolo, perfettamente squadrate e messe in opera alla maniera romana, sulla Statua lignea di San Francesco di Paola opera di Domenico de Lorenzo, sugli Altari in legno di noce del XX° secolo, opera di maestranze locali.

Nella chiesa sono stati sepolti i vescovi di Nicotera, Mattei (1718-1725) e Collia (1726-1735) dell’Ordine dei Frati  Minimi e il deputato Bruno Vinci (1812-77).

 

Chiesa di San Giuseppe

Fu eretta, grazie alla devozione popolare, verso l’anno 1798, sul sito dall’antico Ospedale di San Sebastiano, quest’ultimo gestito dall’Università cittadina, per ospitare e venire incontro alle esigenze dei forestieri e dei pellegrini.  

La sua conformazione architettonica è di notevole grazia, originale nelle sue linee e nelle sue forme e si inquadra nel contesto di reminescenze stilistiche di matrice barocca.

Fu eretta successivamente a parrocchia, il 7 Dicembre 1858, dal Vescovo Filippo De Simone (1855-1889), ricordato come benemerito per aver ampliato il locale Seminario, aggiungendovi le scuole di matematica e di diritto canonico

Edificio a pianta greca, ebbe aggiunta la sagrestia nel 1827 per cura del canonico penitenziere Francesco Antonio Laureani. 

Al suo esterno è possibile ammirare il maestoso portale a tutto sesto del XVI Secolo mentre al suo interno si trovano un Altare del XVI Secolo proveniente dall’ex Convento di Santa Maria delle Grazie e opera dei maestri della bottega di Antonello Gagini, una Acquasantiera in marmo bianco di Carrara, con lo stemma di Mons. Antonio Resta (1578-1582)., una Statua lignea di San Giuseppe del XVI° secolo, proveniente dalla Chiesa di S. Maria delle Grazie, una Statua in cartapesta di San Rocco di scuola leccese, delle Statue lignee di Santa Lucia e dell’Immacolata e delle Cripta sepolcrale con nicchie. 

 

Chiesa di Gesù e Maria

La tradizione locale la vuole ultimata nel 1646 per un voto fatto dal sacerdote Giuseppe Adorisio e dai cittadini scampati all’incursione turchesca del 19 giugno 1638, anche se dei documenti conservati nell’Archivio vescovile di Nicotera ne attestano il completamento nel 1636.

Il suo stile deriva da noti esempi di architettura religiosa del Settecento romano. A metà del XIX Sec. per opera del Penitenziere Brancia, fu costruita, al suo interno, la Sacrestia.

L’edificio è stato realizzato in uno stile elegante con un’unica navata a volte a botte e con orientamento ovest-est, terminante in una breve abside, larga quanto la navata, e da un successivo corpo di fabbrica, addossato al fianco sud del tempio, già suddiviso in una sagrestia, ad est, direttamente comunicante con la abside, ed in due piccole cappelle.             A sud-ovest, in linea con la facciata, si trova la torre campanaria

Al suo esterno è possibile ammirare la bellissima facciata con due coppie di lesene trabeate, su zoccolo e con basi di granito grigio locale. Al suo interno, invece si trovano i grandi finestroni ricchi di decorazioni in stucco, l’Altare barocco realizzato in muratura e stucco, con decorazioni ad olio, la Statua vestita detta “a Monacheja” – XVII° secolo, la Statua lignea della Madonna della Consolazione opera di Antonio Ruffo – 1882 e il Crocifisso in cartapesta con braccia mobili, opera di ignoto calabrese del XVII° secolo. Sono anche presenti delle Strutture ipogee per uso inumatorio.

 

Chiesa del SS Rosario

Costruita nel XVI° secolo da maestranze locali, sui resti di un edificio più antico che  potrebbe essere un sito cistercense, era intitolata all’Annunciazione. 

Si presenta in stile barocco ed ha un’unica navata absidata, abbellita da disegni che ricoprono anche la cupola. Sul pavimento, tra l’aula liturgica e l’abside, c’è una lastra di vetro attraverso la quale si intravede una cripta del XIV° secolo.  L’ingresso alla cripta era possibile da una scala in granito situata accanto all’edicola del Crocifisso. 

Attigua alla chiesa vi è il Convento dei Domenicani eretto nel XVI° secolo e oggi sede del Municipio cittadino. Già complesso conventuale francescano è un edificio imponente che si sviluppava su una pianta quadrangolare, chiostro interno, porticato con volta a crociera e scalinata in pietra e che al tempo dei frati offriva ai religiosi quattro spaziosi dormitori, ventotto comode stanze, e magazzini per usi diversi. 

Al suo interno è possibile ammiare un dipinto, olio su tela, di Domenico Russo, che raffigura la morte di San Giuseppe, un altro dipinto di autore ignoto, raffigurante l’Annunciazione, delle Statue lignee di Santa Lucia (XVII° sec.), di Santa Rita (XVIII°) di San’Antonio e della Madonna del Rosario (del XIX° sec.), altri dipinti a fresco opera di Domenico e Cosmo Russo del XIX° secolo, mentre sulla Cantoria è conservato un organo musicale del 1839, opera dell’artista napoletano Michele Sessa.

 

Chiesa di Santa Croce

Sorge su un antico luogo di devozione e preghiera che fin dal XVIII° secolo, specialmente durante il periodo della Quaresima, era meta dei fedeli, per via della presenza di un Calvario rappresentato da tre alte croci, e prima ancora, da un’unica croce costruita con alcune pietre, come da tradizione ebraica.

Fu aperta al culto il 3 Maggio del 1924 e restaurata e ampliata nel 1999. 

La costruzione originaria fu edificata da volontari, utilizzando materiale povero,            essendo stata eretta con i cosiddetti “cantoni” che vennero portati in loco da una cava della vicina Caroni di Limbadi. All’interno, si presenta ad un unica navata divisa in due vani e cioè il presbiterio e la sala dell’assemblea, delimitati da due corpi laterali, addossati alle pareti laterali esterne, di finte colonne, su cui si stagliano delle paraste. Il tutto coronato da un grande cornicione con cimasa aggettante.

Al suo interno vi si trovano due campane di cui una grande e una più piccola, la cosiddetta Marticana, offerta dal penitenziere della Cattedrale, il canonico Saverio Di Giorgio e un Dipinto di Cosma Russo, che raffigura la Santa Croce in presenza degli Apostoli, tela offerta in dono dal Penitenziere Saverio Di Giorgio.

 

Chiesa della Madonna della Scala

Fondata nel XVI sec fuori dal centro abitato, è intitolata alla Presentazione di Maria S.S. al Tempio, anche se per il popolo è conosciuta come Chiesa Madonna della Scala, forse perché, come scritto dall’Arcidiacono Orazio Brancia nel 1910, la piccola Statua che la rappresenta, ha, sul lato sinistro, una scaletta per la quale fa mostra di voler salire un angelo. Fu restaurata grazie all’intervento di Re Gioacchino Murat che, in visita alla città, nel 1809, donò a tale scopo trenta once d’oro.

Nel suo spiazzo una stele, eretta nel 1960, con sovrastante statua della Madonna dell’Assunta, protegge dall’alto, la città di Nicotera

E’ stata di recente riportata al suo antico splendore grazie all’opera meritoria di un comitato di cittadini che per anni si sono impegnati per raggiungere questo obiettivo. Dall’alto della collinetta su cui è situata, si gode il miglior panorama della città. 

Al suo interno si trovano una Statua lignea – detta Madonna della Scala – opera del Sigillò del XIX° Secolo, n. 2 Pale d’altare del XX° secolo e, fino alla metà degli anni settanta del secolo scorso, vi era poi custodita anche una tela di arte napoletana del secolo XIX raffigurante la Presentazione di Maria S.S. al Tempio, che fu purtroppo rubata.

 

Chiesa di Santa Chiara

Edificata nel periodo normanno svevo venne dedicata a Santa Chiara d’Assisi. Sul finire del tredicesimo secolo, nell’attiguo complesso monumentale venne istituito un convento per le ragazze di nobili origini di tutta la regione che decidevano di prendere i voti.

La chiesa di Santa Chiara è stata riaperta al pubblico nel 2006 dopo un lungo lavoro di recupero. 

Al suo interno è possibile ammirare la statua di Santa Chiara, opera dell’artigianato umbro del XIX° Secolo e che era stata donata a suo tempo dalle Suore di clausura di Santa Chiara del monastero di Gubbio.