La chiesa di San Michele, di origine quattrocentesca, ma configurata nel secolo XVI, presenta un impianto a croce latina ad aula unica coperta a volta. Il transetto è diviso dal corpo della navata con un arco trionfale. Quest’ultimo presenta nell’interdosso undici lacunari, esclusi quelli recanti le immagini dei Santi Pietro e Paolo, e quello della chiave di volta con la Veronica.

Nel fronte, invece, sono altrettanti riquadri con teste di serafini alati e un Cristo benedicente nella chiave. La cupola poggia su un tamburo che all’esterno si presente ottagonale con finestre e all’interno circolare a cassettoni.

L’impianto esterno della chiesa, con le colonne ioniche e la cupola ottagonale, presenta riferimenti all’antichità classica, in particolare al mausoleo di Capua, come nel disegno conservato all’Hermitage di Leningrado e attribuito a fra Giocondo; mentre l’altro basamento con la trabeazione in aggetto, in corrispondenza delle paraste rudimentale, e l’oculo sul fronte richiamano la cappella del Pontano in Napoli.

Il campanile, ridotto in altezza dopo il terremoto del 1905, è attribuito al senese Baldassarre Peruzzi (1481-1536).

La chiesa, recentemente restaurata, conserva diverse tele, tra cui: San Michele che scaccia Lucifero, bozzetto di Luca Giordano (1632-1705); L’Annunciazione della Vergine e La Deposizione di Francesco Zoda (1649-1719); La comunione di San Pietro e La Madonna con Bambino di Giulio Rubino (1699 – post 1771); San Elia, datato 1777, e L’Elemosina di San Tommaso di Villanova di Francesco Saverio Mergolo (1746-1786); L’Estasi di Sant’Ignazio di Ludovico Mazzanti (1686-1775).