Chiesa del Rosario di Vibo Valentia

La Chiesa del Rosario, ad aula con coro quadrangolare e crociera, fece parte fino al 1806 del convento dei francescani conventuali fondato nel 1280.
Custodisce varie tele realizzate nel 1747 da Giulio Rubino (1699-post 1771) e raffiguranti il miracolo delle rose, la Crocifissione, la Madonna col Bambino e i SS. Lorenzo e Carlo Borromeo, il Martirio di S. Stefano, il Miracolo di S. Leoluca, l’abbraccio dei SS. Domenico e Francesco d’Assisi, S. Francesco di Paola, l’Angelo Custode e le SS. Lucia e Barbara e i quadri della Madonna del Rosario e di San Vito, datato 1745, opere rispettivamente eseguite da Emanuele Paparo (1778-1828) e da Domenico Basile (noto dal 1734 al 1779).
All’estremità destra del transetto s’accede alla Cappella De Sirica, fondata nel 1343 e poi passata ai Crispo nel ‘500. Essa conserva il sepolcro di Domenico De Sirica del 1356 e i resti di altre sepolture coeve. Stilisticamente il sepolcro marmoreo di Domenico De Sirica si apparenta, insieme ad altre tombe calabresi, all’esperienza napoletana del senese Tino da Camaino, che giunse nella capitale del Regno nel 1323-24 restandovi fino alla morte (1337). La cappella di dimensioni modeste presenta caratteri costruttivi e formali dell’età gotica, visibili nel grande arco d’ingresso in conci litici chiari alternati ad altri più piccoli di pietra scura. Al suo interno si nota l’architettura di stampo angioino con la volta costolonata e le colonne lisce, segnate anch’esse, come i costoloni, dall’alternanza di rocchi scuri con altri più chiari e lunghi, nei cui capitelli è riprodotto fiordaliso francese. La chiesa è sede dell’Arciconfraternita del Rosario e di San Giovanni Battista, sodalizi un tempo allocati nell’ex conventuale dei domenicani.