La Chiesa delle Grazie (sec.XVIII), si trova a Pizzo Calabro. Sede di Arciconfraternita, sotto unico tetto con quella del purgatorio (sec.XVII), solo esempio del genere in Calabria, conserva dipinti dei pittori Aloi, Grillo, Zimatore e di autore ignoto. La facciata (sec.XX) è di G. Curatolo. Nel sottosuolo della sacrestia, è stata rinvenuta una cripta, risalente all’anno di fondazione della Chiesa, o forse più antica, nella quale vi sono numerose nicchie con vaso, su cui venivano adagiate, appese con un gancio, le salme dei congregati e che desta particolare interesse per l’insolito sistema di inumazione.

La Chiesa di Maria SS delle Grazie di Pizzo Calabro si trova a pochi passi dalla Piazza panoramica della città. La struttura venne edificata a metà del Seicento insieme alla Chiesa del Purgatorio di qualche anno più vecchia ed alla quale è tutt’ora annessa. La facciata comune era un tempo adornata da decorazioni pittoriche che però il tempo ha portato via: oggi è ricoperta da bassorilievi in ceramica realizzati dallo scultore pizzitano Giovanni Curatolo.

La Chiesa venne edificata grazie all’omonima congregazione di pescatori ed venne più volte rimaneggiata ed abbellita. Nel 1833, ad esempio, l’artista Brunetto Aloi ne dipinse il soffitto con scene tratte dal Nuovo TestamMaria Santissima delle Grazie a Pizzoento ed un secolo prima maestranze dell’area delle Serre costruirono il bel coro ligneo che troverete presso l’altare a cui era consentito l’accesso ai soli membri della Congrega. Interessanti anche gli affreschi sulla parete sinistra, copie degli originali del Raffaello realizzate da artisti locali.

Le altre opere pittoriche sono dei pittori pizzitani Carmelo Zimatore e suo cognato Diego Grillo. Alla sinistra dell’altare troverete la statua di Sant’Emidio protettore delle genti terremotate: venne portata qui nel 1911 quale estrema richiesta di aiuto divino contro i frequenti eventi sismici che avevano interessato la zona. La parte più interessante della Chiesa di Maria delle Grazie è però la cripta cui si accede dalla Sagrestia: qui si trova infatti una tomba di scolo dei frati Pasqualini scoperta nel 1975 e risalente al XVII secolo. Sono ancora presenti alcuni scheletri con gli abiti talari, posti sugli scranni dove i cadaveri erano lasciati “scolare” prima di essere interrati in fosse comuni. Una visione non certo adatta agli animi più sensibili, ma di sicuro interesse per tutti gli altri.